Polistena- Cinquefrondi- San Giorgio Morgeto

Polistena

Distrutta dal terremoto del 1873, fu ricostruita con un settecentesco che è uno dei più interessanti dell’intera provincia reggina, per i numerosi palazzi e le chiese. Tra le architetture civili si possono citare i palazzi Sforza, Rodinò e Avati.

Cinquefrondi

Cinquefrondi (Cincufrùndi anche Cincrùndi in calabrese) si trova ai confini della piana di Palmi. Il suo territorio ricade in quello del Parco nazionale dell’Aspromonte. Secondo Michele Sarconi, il nome deriverebbe dalle 5 torri che cingevano la fortificazione difensiva.

L’area che si trova in Contrada Mafalda è  da tempo sottoposta a scavi archeologici che dovrebbero riportare alla luce una vila romana e una chiesa di epoca imperiale.

In questa zona, ntorno al IV secolo fu eretto un monastero di monaci basiliani, il Convento di San Filippo che, abbandonato nel VII secolo, fu in seguito riutilizzato episodicamente sino al 1783 quando il terremoto lo distrusse, radendo al suolo la città. Il monastero dovette essere intitolato a San Filippo d’Argirò, al quale erano intitolati altri edifici analoghi a Pellaro e a Gerace e il Fiore riferisce che nel 1436 sarebbe stato ristrutturato a spese della famiglia Anoii .

San Giorgio Morgeto

Fa parte del Parco nazionale dell’Aspromonte, decine sono le sorgenti che nascono nel suo territorio montano. La storia di San Giorgio Morgeto è legata a leggende e  miti, dal re Italo, al popolo italico del re Morgete, al Castello posto su una collina che è avamposto del Parco nazionale dell’Aspromonte. Più verosimilmente , possiamo dire che alla dominazione dei Greci segui quella dei Romani sino all’avvento dei Normanni, durante la cui dominazione furono costituiti dei feudi il cui assetto durerà fino all’epoca dei Svevi.

Tra i luoghi di interesse storico spicca il Convento di San Domenico,  di origine bizantina, concesso nel 1393 al barone Caracciolo da Papa Bonifacio IX, dove si erge la chiesa dedicata all’Annunziata. Giovan Domenico Campanella, vi fece i primi studi e pronunciò i voti a quindici anni nel convento, assumendo il nome di Tommaso (in onore di san Tommaso d’Aquino).  Nel 1818 il convento fu ripristinato insieme ad altri sette.

Da segnalare anche il Castello di San Giorgio Morgeto, una fortificazione costruita nel IX-X secolo sulla cima di un’altura rocciosa nei pressi del centro abitato. Rappresenta uno dei pochi esempi di architettura alto medievale calabrese, nonché una delle poche fortificazioni sottoposte a lavoro di restauro e recupero. Infine degno di nota è il  sito archeologico di Altanum.  Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo di eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum (che va da Cinquefrondi-Polistena-San Giorgio). Le possenti murature, i resti di torri circolari ( una è detta “la bombardiera”), secondo l’ ipotesi dello studioso Minuto, fanno pensare anche ad una fortificazione bizantina del VI sec. dell’ età di Giustiniano, avamposto militare nel conflitto con i Goti che avevano invaso la Calabria.