< Torna alla pagina Itinerari tematici

Itinerari eno-gastronomici

Non c’è uomo che non mangi e non beva; pochi, però, sono quelli che apprezzano il buon sapore. (Chung ung, testo cinese)

Non v’è dubbio che l’Aspromonte possa essere considerato una “cartolina naturale” della Calabria.

E’ già l’occhio a nutrirsi ed a far capire la natura di ciò che è in mostra, paesaggi docili come una carezza, “tagli” scoscesi che strattonano l’anima, una flora ed una fauna che si “abbeverano” dalle tante e buone acque che nascono dal massiccio, rendono questo posto non solo una cartolina da vedere ma un’avventura da vivere e da gustare.

E’ da questa ricchezza che deriva una rosa di elementi tali da coprire un ampio arco culinario che abbraccia i diversi ambiti gastronomici in tutte le declinazioni.

Dalle acque, ad esempio, si può partire per la lavorazione del “pesce stocco” che trova la sua sublimazione in centri quali Mammola e Cittanova, per arrivare alle tante erbe dalle quali si distillano alcuni dei liquori più interessanti del panorama meridionale.

Occorre anche ricordare i funghi aspromontani protagonisti in alcune delle più grandi e quotate cucine del mondo insieme al tocco, spesso deciso, dell’olio d’oliva con le tante cultivar presenti.

Non si può, ovviamente, non fare menzione delle carni aspromontane, dal maiale nero e le sue molteplici preparazioni, fino ai pascoli dei bovini dai quale deriva un latte che trova ottimo uso nei tanti formaggi proposti nei diversi comuni dell’area.

Resta ancora spazio per parlare degli agrumi, con casi unici al mondo come il bergamotto, oppure i diversi vigneti che rendono felici tanti pasti accompagnandoli fino al dolce con i passiti.

Dire Aspromonte significa dire Calabria, però se per caso credete che questa “non esti terra i patati” ci sono due soluzioni da adottare, la prima è procurarsi una delle due varietà di patate, la Bellina e la Spunta che crescono nell’aerale, oppure, la seconda, zaino in spalla e venire a constatare se è vero che, come scritto da Guido Piovene, “la Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme”.

Emilio Lupis

L’Aspromonte è crocevia di antichissime tradizioni enogastromiche. Si producono infatti pregiati salumi e formaggi, freschi e stagionati, quindi ancora ortaggi, legumi e cereali, miele, mele e pere, funghi, castagne, e infine eccellenti vini, la cui produzione si tramanda dal tempo dei greci, quando questi chiamarono la Calabria con il nome di Enotria, cioè “terra del vino”.

Il Bergamotto: il castello di Amendolea
Caciocavallo di Ciminà: Monte Tre Pizzi
Gli ortaggi: i Piani d’Aspromonte
Pesce stocco di Mammola: il sentiero dei Greci
I salumi e i formaggi aspromontani: Cardeto
Sentiero micologico: Gambarie e dintorni
Il Vino: dalla costa ionica a quella tirrenica