Comune di Roghudi

La peculiarità di questo paese è quella di essere suddiviso in due differenti porzioni, poste a grande distanza l’una dall’altra. La prima si trova vicino Melito di Porto Salvo, la seconda è posta all’interno, sulle pendici meridionali dell’Aspromonte, dove sorge l’abitato ormai abbandonato di Roghudi Vecchio.
Arroccato sulle scoscese e franose coste di un alto colle, circondato da due corsi d’acqua che confluiscono nella fiumara Amandolea con le case disposte verticalmente lungo il percorso, offre uno scenario da togliere il fiato. Altrettanto suggestiva è la storia di alcuni grossi chiodi che spuntano dai muri delle abitazioni: pare vi fossero fissate corde che venivano legate alle caviglie dei bambini per evitare che questi, mentre giocavano, potessero precipitare nel burrone che circonda tutto l’abitato.
Grazie alla sua posizione isolata ha potuto conservare a lungo il suo dialetto che mantiene inalterate tutte le caratteristiche degli idiomi neogreci. Proprio per questo Roghudi attualmente costituisce una zona etnografica e folklorica di rilevante interesse.
Da visitare la frazione di Chorio, abitata da intagliatori e tessitrici di ginestra che nei loro lavori ricreano le decorazioni ornamentali secondo la tradizione greco-latina.
A 4 Km da Corio di Roghudi si trovano due formazioni geologiche naturali, posti a guardia dell’intera vallata del paese grecanico, ovvero le cosiddette “caldaie del latte” e “la rocca del greco”.
Importante è la produzione di formaggi pecorini. Tra i piatti tipici la capra bollita, la capra al ragù e i dolci di Natale a base di frutta.